PasParTu

E finalmente, non certo per caso, ma per una coincidenza che non poteva non succedere, Va’ dove ti portano i piedi e PasParTu si sono incontrati.

Dal Piemonte, passando per la costa ligure e la Versilia e poi risalendo la valle dell’Arno, Riccardo e Anna sono arrivati sulle colline fiorentine e a casa mia e di Francesca.

L’ultima volta ci eravamo visti alla festa del Social Trekking di Walden, incrociandoci su un sentiero presso Abbadia Isola, poco prima di assistere a uno spettacolo circense su di una radura con la vista su Monteriggioni. Il giorno dopo ci avrebbero mostrato il loro documentario sul Cammino di Marcella.

Insomma un incontro in cammino.

E anche questa volta è il cammino che ci ha fatto incontrare.

Ci hanno lasciato il diploma di ospite che teniamo con orgoglio con la speranza che se ne possano aggiungere altri.

Buon cammino

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Camminando…

Camminando…

…devi sapere che sabato, sull’onda dell’incontro con te, siamo partiti da casa a piedi e con gli stessi piedi (e diverse ore dopo) ci siamo tornati…
usciti dal cancello abbiam girato a destra verso San Giovanni in Petroio e da lì ci siamo incamminati verso le Croci di Calenzano,
passando per Case Cigoli e Poggio della Bucaccia. Poco prima di arrivare alle Croci abbiamo svoltato a sinistra per la Querciola e
dopo un po’ abbiamo preso a salire per Montegennaro (lo conosci?), è un posto davvero mozzafiato! Arrivati qui ci siam detti, ci sarà un sentiero per tornare a casa? Ebbene si! abbiamo seguito per scarabone e dopo una discesa nel bosco siamo giunti a Vaglia dove abbiamo incontrato (ahinoi!) la mefitica
millemiglia con Lapo Elkan 😦 che fare? Beh, abbiam preso il trenino a cherosene fino a San Piero e da lì, via Ischieti, siam risaliti su al castello del Trebbio sino a casa, rincasando dalla parte opposta. il tutto di buon passo e con una querida (il cane) stupenda!
Grazie per l’input, continueremo ad andare dove ci porteranno i piedazzi!
Un abbraccio e a presto
Mara e Marco

Non è mai lungo il cammino che porta alla casa di un amico…

Non è mai lungo il cammino che porta alla casa di un amico (Giovenale)

Il dado è tratto e indietro non si torna.

Io ci ho provato per due giorni ed è andata benissimo. Il mio invito a questo punto è;che ognuno provi a partire da casa sua e cammini fino ad andare a trovare un suo amico che abita a un giorno di cammino.

Ora la stagione è propizia, non è troppo caldo, le giornate sono lunghe e i prati in fiore.

Non è difficile… basta iniziare.

Fatemi sapere…

Buon cammino!

 

Il viaggio a piedi di un errante senza meta…

Il viaggio a piedi di un errante senza meta, alla ricerca d’incontri umani, grazie a una rete improvvisata di contatti, in un Italia da riscoprire.

 Il progetto è quello di partire da casa a piedi e camminare per più giorni lungo un itinerario che si crea giorno per giorno, grazie ai contatti umani che si stabiliscono, sia grazie ai social network, sia alle conoscenze occasionali lungo il cammino.

Lo scopo è quello di dimostrare che è possibile attraversare un territorio contando solo sull’ospitalità spontanea e la solidarietà umana, dandone voce e testimonianza.

L’idea è anche quella di far tornare in auge e dare una connotazione positiva al vagabondo, l’errante, la persona che si sposta da un posto all’altro portando e condividendo esperienze, racconti e testimonianze.

Come funzionerà? Il primo giorno l’errante partirà da casa propria e a piedi si sposterà, nel raggio di una distanza percorribile a piedi in una giornata, verso la prima tappa, stabilita tramite i social network o con i contatti personali, dove incontrerà la persona che si è resa disponibile all’iniziativa e all’ospitalità.

Il giorno dopo, sempre attraverso i social network o i contatti della persona ospitante, l’errante continuerà il suo cammino verso la seconda tappa e il secondo ospitante. E così via, giorno dopo giorno, la meta serale sarà sempre stabilita a seconda delle opportunità che si presentano, sulla scia di pensiero che non c’è caso negli incontri, ma solo appuntamenti.

Ogni persona che si presta ad aderire a questa iniziativa è pregata di offrire all’errante almeno un posto di riparo per la notte e la disponibilità allo scambio di una testimonianza.

L’errante, sarà comunque autosufficiente con proprio sacco a pelo e materassino e cercherà di dare il meno disturbo possibile e di adattarsi ad ogni situazione.

Il viaggio sarà seguito in parziale diretta, con almeno un collegamento giornaliero sui social network, ma anche su altri media che si mettano a disposizione.

Questo momento sarà quindi importante per parlare di cammini, di avventure, di amicizia, di solidarietà, di condivisione, di decrescita, di semplicità e di far conoscere le persone incontrate, le loro idee, le loro attività e per segnalare i problemi o gli scempi di un territorio.

Leggerezza, imprevedibilità, un vero viaggio vissuto all’ombra del qui e ora ed è l’inizio di una nuova era del camminare…

L’errante per la prima volta sarà Alessandro Vergari, ma tutti siete invitati a prendere il “testimonedi quest’evento e portarlo avanti per conto proprio, anche partendo da casa vostra.

E’ un progetto della fucina del Social Trekking di “Walden viaggi a piedi”!

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La fine è solo l’inizio…

La fine è solo l’inizio…

Stamani ho deciso di tornare indietro… ci sono delle priorità più importanti. Domani devo partire per l’Elba e la prossima settimana per accompagnare un trekking sul S. Paul Trail in Turchia. Devo trovare un periodo più tranquillo per fare l’errante senza limiti.

Ma con Mara abbiamo già seminato qualcosa per far si che questa idea si possa propagare con semplicità, che è la virtù delle cose più belle.

Sarete presto avvisati di quello che bolle in pentola, basta che ognuno “vada dove lo portano i piedi!”

In questi due giorni non so quanti chilometri ho fatto, ne quante ore ho camminato, ne i dislivelli. Non avevo con me il GPS – non l’ho proprio – non ci saranno tracce da seguire e solo occasionalmente leggevo le cartine che avevo con me.

In compenso il primo giorno ci siamo salutati con tutte le persone che ho incontrato nelle strade più tranquille di Firenze, ho visto la scritta “A matre et filia aeque disto”, giusto a metà strada tra Firenze e Fiesole, ho trovato una piccola pianta erbacea che sembra appartenere alla famiglia delle ericacee e che sto cercando di catalogare e sette specie diverse tra orchidee e ofridi sul sentiero che sale a Poggio Pratone.

Il secondo giorno ho visto 12 scarabei stercorari, 4 in accoppiamento e uno morto, raccolto e regalato 4 belle penne caudali di fagiano maschio, il tramonto sul lago di Bilancino, bevuto al “pisciolino” d’acqua di una fonte presso le grotte dei romiti di Monte Senario.

Nella cucina di Mara e Marco, attaccato sulla credenza, c’è un foglio, con una frase di Gustav Mahler, che mi ha coplito molto: “tradizione è la custodia di un fuoco, non l’adorazione della cenere.”

 

 

A casa di Mara e Marco

A casa di Mara e Marco

Da qui si vede il lago di Bilancino e tutto il crinale appenninico tosco-romagnolo. Uno spettacolo, con i paesi del Mugello sparsi nella valle e che si fermano appena sotto le balze boscose delle montagne.

Mara e Marco sono casieri di un’azienda agricola e sono stati tra i primi a rispondere al mio appello, e io, non ho perso l’occasione.

Mi fanno vedere le caprette, che fra qualche mese dovrebbero iniziare a fare il latte per poi fare il formaggio, l’orto con i pomodori appena trapiantati, e per cena Mara prepara la pasta sfoglia brisee da riempire con le infiorescenze del cavolo nero, asparagi e uova fresche deposte in giornata.

In libreria una copia di “Walden vita nei boschi” di Thoreau, prima edizione degli anni ’70 della collana Oscar Mondadori.

Sono entusiasti del fatto che domani metteranno in linea il sito web del rifugio che hanno in gestione, poco dopo il Passo del Giovo, e che inaugureranno il 9 giugno.

Buona fortuna e buon cammino!

L’immagine più bella del pomeriggio sono tre rose che galleggiano su un vecchio fontanile da poco restaurato e pulito e portate in qua e là dal vento.

Liberi andavan di casa in casa…

Liberi andavan di casa in casa…

Queste le parole scritte in una preghiera dedicata ai sette amici che si ritirarono a vita eremitica nelle grotte di quello che ora è il Convento di Monte Senario. Si ritirarono con un patto: di andare in paradiso, ma di andarci tutti quanti. Volevano salvarsi, ma per loro non era una questione individuale, volevano farlo insieme!

E così questo cammino; non è un cammino personale, anche se per ora cammino da solo, senza gli altri non ha senso. Se non incontro nessuno, non ha senso nemmeno la mia libertà.

Poco oltre il convento un segnale mi incuriosisce: “cippo Aglietti”

Seguo i segni bianco rossi e poi mi perdo nel bosco, pensando ad un cippo avevo erroneamente pensato a una cima, invece ritorno sui miei passi fino a seguire uno stretto sentierino in un bosco di castagni cedui. Poi lo trovo: una pietra con una corona e un fiocco tricolore.

Qui giace Guglielmo Aglietti di anni 26, ucciso dai tedeschi nell’agosto del ’44. Per un attimo cerco di immaginarmi la scena e di quale sia stato il fato per farlo morire proprio qui.

Sono a mollo con i piedi nelle fresce acque del Torrente Carza. Anche oggi la natura è benigna.